L’INFINITO SPORGE

L’incontro artistico tra Anna Di Fusco e Salvatore Giunta, presentato nell’evento espositivo “L’infinito sporge”, presso lo SpazioCupra a Roma, dall’11 aprile all’11 maggio 2026, a cura di Laura Turco Liveri, si configura come un dialogo intenso e stratificato tra linguaggi espressivi differenti, ma profondamente complementari. La pittura e la scultura, anziché procedere come percorsi paralleli, si intrecciano qui in una relazione dinamica, capace di generare uno spazio percettivo nuovo, sospeso tra materia e visione.

Le opere pittoriche di Anna Di Fusco sembrano muoversi lungo una linea di tensione tra l’astrazione e l’evocazione emotiva. I suoi lavori, caratterizzati da una ricerca cromatica sensibile sul bianco e da una gestualità che lascia emergere il tempo del fare, suggeriscono paesaggi interiori piuttosto che rappresentazioni definite. In questo contesto, la pittura diventa superficie viva, luogo di attraversamento, in cui lo sguardo dello spettatore è invitato a perdersi e a ritrovarsi.

Accanto a questa dimensione fluida e atmosferica, le sculture di Salvatore Giunta introducono una presenza fisica forte, concreta, quasi necessaria. Le sue forme, spesso essenziali ma cariche di tensione interna, sembrano trattenere e allo stesso tempo liberare energia. Il rapporto con la materia — che sia metallo, pietra o altro — diventa centrale: la scultura non è solo forma, ma gesto congelato, equilibrio tra peso e slancio.

È proprio in questo scarto tra leggerezza pittorica e densità scultorea che si genera il cuore dell’esposizione. “L’infinito sporge” non è solo un titolo evocativo, ma una vera e propria chiave di lettura: l’infinito, inteso come tensione verso ciò che eccede il limite, si manifesta sia nelle profondità cromatiche della pittura sia nelle linee protese delle sculture. Le opere dialogano nello spazio espositivo come presenze che si cercano, si sfiorano, talvolta paiono contraddirsi, ma sempre si arricchiscono reciprocamente.

A rendere ancora più articolata questa esperienza, interviene la voce poetica di Laura Anfuso, i cui versi accompagnano e amplificano la percezione delle opere. La parola poetica introduce un ulteriore livello di lettura, capace di attraversare sia la dimensione visiva sia quella emotiva. I testi di Anfuso non descrivono le opere, ma le risuonano: creano echi, aperture, pause di senso che invitano lo spettatore a sostare per “sentire”.

Laura e Salvatore hanno già diverse collaborazioni alle spalle, soprattutto nella creazione di libri d’artista capaci di creare un dialogo che si sviluppa in un rapporto sinergico articolato nel tempo e in una contaminazione di espressioni che coinvolge totalmente colui che guarda.

In questo intreccio di linguaggi — pittura, scultura e poesia — l’esposizione si trasforma in un’esperienza immersiva, dove ogni elemento contribuisce a costruire un’unica trama sensibile. L’interazione tra Di Fusco, Giunta e Anfuso non è quindi una semplice giustapposizione di opere, ma un vero e proprio processo di co-creazione, in cui l’infinito sporge proprio nel punto di contatto tra le differenze: lì dove il limite di un linguaggio diventa apertura verso l’altro.

https://www.salvatoregiuntaarte.com

https://www.annadifusco.com/

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