Guillermina De Gennaro: incontro con la natura

Il 5 febbraio scorso, presso l’associazione culturale Acta International, si è inaugurata la mostra fotografica Incontro con la natura (Work of Nature) di Guillermina De Gennaro.

L’artista argentina affronta nuovamente il tema della natura con una serie di fotografie a colori che ha scattato durante il lockdown, nella primavera del 2020 e poi nel 2021, passeggiando lungo sentieri di provincia intorno alla città di Bari, dove vive e lavora.

Ma non si tratta del solito argomento, ormai all’ordine del giorno, sul quale oltretutto Guillermina riflette da anni. Questa volta il tema centrale è la forza intrinseca della natura, la sua soverchiante, impassibile, dirompente capacità di resistere, riappropriandosi degli spazi urbani e suburbani nei quali abitualmente viviamo.

In mostra sono presenti quindici opere di medio formato, tranne una, tutte fotografate con macchina digitale Mirrorless Sony Alpha, stampa UV su Dibond, con tiratura di 5 copie per ognuna. Entrando nel piccolo spazio espositivo di via Panisperna, si compie un percorso breve, ma immersivo, che mira a portare all’attenzione del fruitore la necessità di intervenire per invertire la rotta e fermare quel lento processo di antropizzazione che ha ormai per sempre modificato l’ambiente naturale, trasformandolo e alterandolo.

Ma, si badi bene, quello di De Gennaro non è solo un grido di allarme, ma piuttosto un segnale di speranza, uno squarcio nel futuro, perché quello che vediamo svolgersi davanti ai nostri occhi è il tentativo indomito della natura di non arrendersi e, anzi, di riconquistare in una nuova epifania gli spazi perduti. Per questo, le foglie di edera, pianta tra le più resistenti, si avviluppano su muri scrostati e pericolanti, ricoprono intere pareti. Piante di fico fanno capolino tra le fessure di pareti diroccate, alberi di ulivo campeggiano maestosi tra le macerie. E sotto le pietre cadute, si osservano grovigli di radici che resistono, tengono in vita, sono esse stesse a reggere le strutture murarie che l’uomo ha costruito ovunque, limitando e castrando la libera configurazione dell’esistenza stessa nel suo divenire biologico.

Alcune letture sono alla base delle sollecitazioni letterarie dell’artista, tra cui la scrittura di Amitav Ghosh, autore da sempre impegnato sul fronte ambientalista.

Troppo facili i riferimenti con temi quali la memoria, il radicamento, l’immanenza della natura, il viaggio, l’eterno ritorno. Quello che muove Guillermina viene da un tempo indefinito e remoto, esiste da prima di lei e la pervade, la porta a tendere l’orecchio per ascoltare ciò che ci precede, quel soffio eterno di cui è parte inconsapevole e paladina convinta.

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