Paola Marzano: pre-scelta

Il teatro è l’unico luogo del mondo in cui un gesto, una volta compiuto, non può essere fatto due volte nello stesso modo.”  Le parole del drammaturgo francese Antonin Artaud mi sono ritornate in mente assistendo alla performance di Paola Marzano, realizzata il 17 marzo scorso, presso il Macro di Roma. Il tentativo che da secoli tenta di compiere la storia dell’arte, ostinandosi a bloccare l’opera per poterla fruire, conservare, circoscrivere, viene a scontrarsi con l’esigenza transeunte tipica invece degli eventi performativi, contingentati fortemente ad un momento, all’attimo preciso in cui si tenta di fermarli. E Paola, che ben conosce questa modalità espressiva e creativa, ha “caricato” il corpo di un ruolo fondamentale, colmandolo di emozioni e ricordi.
Fotografia di Sergio Sechi
Artista salentina di grande spessore, la Marzano ha una corposa carriera alle spalle che la vede anche docente di Disegno e Storia dell’Arte nella scuola pubblica e professionista delle Arti Visive. Pre-Scelta è il titolo di questo suo nuovo progetto, condiviso e sostenuto dall’archeologa e storica dell’arte Maria Arcidiacono, che in merito ha detto: “Pre-Scelta è un progetto inedito nato dalla riflessione su una tematica che ha origini antichissime e che continua ad essere attuale nella società globalizzata: il matrimonio forzato e quello combinato, indistinguibili l’uno dall’altro, se non in termini giuridici. Una pratica che colpisce maggiormente le donne, attraversa geografie e classi sociali e sopravvive nella cultura occidentale.” Dunque si parla ancora una volta di violenza sulle donne o meglio su quella categoria che, nell’immaginario collettivo, viene considerata fragile e manipolabile. Una violenza cui stiamo finendo per abituarci, vista la frequenza nefasta di notizie tragiche che sentiamo quasi giornalmente. Non è la prima volta che Paola si occupa di questo attualissimo tema: già nel 2014, con Il Linguaggio Segreto di un Gesto, aveva trattato della violenza maschile sulle donne. L’argomento le sta a cuore e ritorna in questo ultimo lavoro:  Pre-Scelta è un progetto che vuole raccontare il percorso di una donna prigioniera, suo malgrado, di convenzioni che la riducono a vittima. La protagonista dell’happening possiede un corredo di biancheria immacolata e finemente ricamata, preludio a un destino ineluttabile, stabilito con il suo stesso nascere donna: il matrimonio. Nel corso della performance la donna, sposa bambina, viene privata della sua libertà, si trasforma in una reclusa che quasi soccombe sotto i lacci di una costrizione opprimente. La catarsi finale è un impeto di ribellione, un definitivo sciogliersi di condizionamenti soffocanti che le restituiscono finalmente vera identità e autodeterminazione. L’opera performativa della Marzano è forte, non ammette fraintendimenti e innesca certamente un rapporto con lo spettatore, proprio per il suo essere live, suscitando suggestioni, ma soprattutto domande complesse. E se la natura dell’evento performativo è di essere più realmente autentica di ogni altra forma di espressione, Pre-Scelta, o forse sarebbe meglio dire Pre-Destinata, arriva al fruitore come un pugno nello stomaco, sfruttando il suo potenziale simbolico ed emozionale e facendo leva sulla memoria e sul riflesso che essa è in grado di produrre sullo spettatore. A completamento della performance, una installazione ne illustra i momenti salienti, suggerendo un rimando all’antica usanza del corredo matrimoniale, veicolo di valori affettivi familiari e testimonianza, al tempo stesso, di una sottesa ineluttabilità del destino femminile di moglie e madre. Nello specifico, si osservano una ventina di lavori, molti dei quali realizzati attraverso vari scatti dell’artista, stampati su tessuto ed applicati sulle lenzuola e sulle federe dei cuscini (appartenenti al corredo matrimoniale dei genitori) e sottoposti ad un passaggio con il pirografo, per essere poi montati su doppie cornici, simili a telai da ricamo.
Creatività e condotta individuale trovano nell’ultima opera di Paola Marzano un punto di incontro, facendo riferimento sia al proprio vissuto personale, sia ad indagini di carattere storico, antropologico e sociale, compiendo un’esperienza artistica totalizzante che si manifesta attraverso numerose variabili espressive, mai del tutto separate tra loro, ma più spesso reciprocamente fuse in un dialogo ricco di sfumature. Pre-Scelta ci obbliga a constatare che ogni esperienza del presente è accessibile solo attraverso la percezione soggettiva, a sua volta basata sulla memoria, e che non esiste un evento unico, autentico ed originale a cui riferirsi per convalidare il vero significato di un’azione performativa o di un corpo presentato in un contesto artistico. Pre-Scelta ci costringe a scegliere da che parte stare, ci impone di pensare, di dissentire, di aprire un varco per il giudizio, di denunciare. La performance di Paola Marzano diventa una sorta di attacco radicale, un luogo di trasgressione che, attraverso la sua caratteristica invadenza fisica e la traumatica percezione, opera una svolta rivoluzionaria per ridefinire l’identità di genere, riattribuendo alla donna valori, dignità e diritti. http://www.paolamarzano.com/ https://www.museomacro.it/evento/paola-marzano-pre-scelta
Fotografia di Sergio Sechi

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