Qwerty: il coraggio di essere liberi

23 agosto 2018. Caldo insopportabile pure oggi. Odio l’estate. Lo so, era il titolo di una bellissima canzone di Bruno Martino, ma per me è assoluta verità: non mi piacciono le giornate interminabili (neanche quando sono in vacanza), odio il sole quando è allo zenit, le strade svuotate dagli ingorghi e dalla fretta, non sopporto i vestiti appiccicati addosso, detesto sentirmi senza forze (anche mentali!) a causa della pressione bassa. Per tutti questi motivi non amo uscire quando fuori ci sono 30 gradi, preferisco starmene seduta davanti al pc, leggere un buon libro o scorrere mollemente le immagini di qualche social, smanettando sul mio cellulare. Poi all’improvviso, qualcosa ha riacceso una fiammella nella mia testa, suscitato il mio sopito interesse, risvegliato la mia attenzione.“Per essere liberi ci vuole molto coraggio, perché la felicità non è un diritto, ma una conquista”. Queste le parole scritte sotto una fotografia postata su Facebook. Qwerty è l’autore della foto e delle opere. Allora ho fatto al volo una ricerca ed ho scoperto che dietro l’improbabile nome che fa chiaramente riferimento alla sequenza delle lettere sulle tastiere dei computer, si nasconde un duo di streetartist che hanno già tappezzato con i loro ominidi tutta la città.

E non solo Roma, perché qui vivono e lavorano. Si tratta di un’arte minimale, informale, gratuita, sociale, virale, comunicativa, elementare, travolgente, graffiante, esistenziale, concreta, efficace, spiazzante. Tutto è semplice, ma niente è scontato.  Qwerty è un uomo  contemporaneo, ma che sembra sopravvivere da sempre, forse un filosofo pregno di sapere, forse un viandante cui piacciono periferie abbandonate, angoli sconosciuti, viste proibite, strade ignorate. Non lo conosco, non so chi sia, ma so che mi piace. E mi piace perché è pulito in un mondo di disonesti, diretto là dove tutti mentono, lungimirante in una società cieca di fronte al dolore, poetico perché colpisce al cuore. Il mio cuore stranito da una estate a trenta gradi.

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