SANTA MARIA ANTIQUA RIAPRE AL PUBBLICO dopo 36 anni

In occasione della mostra ideata da Maria Andaloro e curata con la collaborazione di Giulia Bordi e Giuseppe Morganti, dal titolo “Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio”, ho visitato di recente la chiesa di Santa Maria Antiqua, eccezionale testimonianza dello sviluppo della pittura romana e di tutto il mondo greco bizantino, altomedievale.

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Fondata alla metà del VI secolo sulle pendici del Palatino, è sicuramente il monumento cristiano più importante del Foro Romano. Conserva, al suo interno, una favolosa raccolta di dipinti murali (circa 250 metri) che vanno dal VI al IX secolo (relativi principalmente ai papi Martino I, Giovanni VII, Zaccaria e Paolo I), quando viene abbandonata dopo i crolli del terremoto dell’847 d.C. Soltanto nel 1900, in seguito ad una ripresa sistematica di scavi nel Foro e la demolizione della chiesa barocca di Santa Maria Liberatrice, la basilica viene riscoperta, determinando enormi conseguenze sul piano storico-artistico ed archeologico. 8_SANTA-MARIA-ANTIQUA_ph-Gaetano-Alfano-1024x768

 

In quel primo intervento di restauro, una piccola percentuale di dipinti (circa il 12% della superficie totale), ridotti in frammenti, viene bloccata con grappe metalliche e bordi di cemento, e poi trattata superficialmente con cera minerale per proteggerla dall’umidità. All’incirca nel 1980, la chiesa viene chiusa al pubblico e limitato l’accesso solo su richiesta.

Dal 2001 il World Monuments Fund, organizzazione non profit privata, che ha come fine prioritario quello di preservare manufatti architettonici storici e siti con rilevanza culturale in tutto il mondo, persegue l’obiettivo di restaurare la chiesa e le sue meravigliose pitture.

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I lavori dunque continuano fino al 2013 e terminano con il risanamento di tutti gli affreschi. Vengono rimosse le stuccature in cemento e ripristinati i supporti in fibra di carbonio, quindi rimontati in situ, in maniera totalmente mimetica. Viene affrontato in via definitiva il problema dell’umidità di risalita (il colle è composto da uno strato di argilla sormontato dal tufo), grazie al “taglio” delle murature domizianee con una lastra di travertino, ben visibile nell’atrio.

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La visita nella chiesa di Santa Maria Antiqua è durata solo un paio di ore. E’ stato un po’ come fare un viaggio emozionante indietro nel tempo e nello spazio, fino ai primi secoli della civiltà cristiana di Roma.

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