Piero Pizzi Cannella: Cattedrale

Il MACRO è uno degli spazi espositivi più interessanti di Roma, che ha  già visto la capitale vivere ed interpretare la sua straordinaria ricchezza artistica in modo assolutamente unico ed irripetibile, attraverso svariatissimi eventi d’arte. In questo periodo ospita l’ultimo lavoro di Piero Pizzi Cannella: Cattedrali. L’artista, che come egli stesso dice dipinge per gioia e per urgenza, negli anni Ottanta era stato protagonista di una nuova stagione dell’arte: la cosiddetta Nuova Scuola Romana, che aveva riportato l’attenzione sui mezzi d’espressione tipici della pittura.

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Chi entra nell’ex Mattatoio del quartiere Testaccio, si trova davanti ad un grandioso percorso, che lo porta ad aggirarsi tra le enormi tele come tra le navate di una antica chiesa e ad avvicinarsi e allontanarsi dalle pitture con una sorta di senso di stranimento. Quella che il visitatore percorre potrebbe essere proprio la navata centrale di questa cattedrale ideologica e al centro, esposti su una struttura parallela al camminamento, si possono apprezzare numerosi disegni su carta, di più piccolo formato.

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Ma quello che lascia assolutamente senza parole è la serie di dodici grandi tele, un po’ facciata, un po’ muraglia, ciascuna con il nome di un mese dell’anno, che, reinterpretando una memoria collettiva, ci rivela l’emozione di un racconto, forse di un viaggio, sfidando il rigore di una grammatica archetipa della forma. Su questi enormi teleri si distinguono a stento grovigli materici di pigmento scuro, colpi di spatola come sciabolate, grumi di colore a lasciar scorgere arcate, cupole, pagode, bifore o rosoni di architetture che potrebbero essere al contempo cattedrali cristiane o moschee, costruzioni dell’Oriente o dell’Occidente, visioni di antichi viaggi o forse solo ricordi di una spiritualità difficile da afferrare. La complessità di queste opere diventa percettibile e comprensibile dall’occhio umano solo se si guarda da una certa distanza e si osservano le tele nella loro planarità generale. Come scrive Danilo Eccher, curatore dell’evento, “la cattedrale di Pizzi Cannella è la forma simbolica di uno spazio del pensiero e rappresenta, formalmente, un approdo nel vuoto della tela, un appiglio visivo nell’arrampicata dello sguardo sulla strapiombante superficie”.

Pizzicannella-cm-80x60-004Si percorre il tragitto senza fiato, ma poi ci si accorge di dover tornare indietro a rivedere parti già guardate e lì, esattamente come se si assistesse ad una proiezione cinematografica, ci si accorge di notare particolari, dettagli prima mai visti e compresi. Queste enormi cattedrali, di circa quattro metri per tre, sembrano essere fatte di soli esterni, di sole facciate ritratte al limite della loro identificabilità. Talvolta credi di poter riconoscere i soggetti rappresentati, ma è solo una illusione creata dalla precisione, talvolta chirurgica, con cui sono ritagliati certi particolari. In realtà ciò che è riprodotto si mantiene in un precario e straordinario equilibrio che crea quasi un ordine magico, da cui si ricava una immagine che resta impressa nella memoria e che riesci a ricostruire mentalmente solo quando sei lontano. Le superfici sono materiche, sporche. Il colore è lacerato ed espressivo, quasi magmatico ed è nero, bituminoso, denso ma anche liquido e pare spesso voler soffocare ogni spiraglio di luce. Ma non è così: dal buio la luce si infiltra lo stesso, una luce bianca e talvolta antica, dorata. E poi, a guardar bene, anche rossi, gialli, avori ed ambre discrete e silenziose. Rara poesia trasuda da queste grandi pareti, immagini struggenti che evocano mondi vicini e lontani, guardati dal vero o forse solo immaginati. Miraggi, sogni, memorie, ricordi. Cattedrali come emblemi di una comunità umana, cattedrali come luoghi privilegiati della città, ma, come scriveva Calvino, “Come veramente sia la città sotto questo fitto involucro di segni, cosa contenga o nasconda, l’uomo esce (…) senza averlo saputo.”

http://www.archiviopizzicannella.it/Bio.html

Bologna. La Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale, il cui progetto di allestimento è stato curato dall’architetto Michele De Lucchi, ospita l’ampio patrimonio librario d’arte e di storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, oltre a un’importante emeroteca e un ricco archivio fotografico. Il ciclo delle Cattedrali di Piero Pizzi Cannella ospitato nella sala di lettura.

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